TURNE'  TRATTORIA BISTROT  VIA BERGAMO, 3   MONZA                                              
IL TURNE' SI ATTIVA NEL RISPETTO DELLA CITTA' E DEI CITTADINI       
 

fronte

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"dal portale www.monzadabar.it"

Da una parte c’è una Brianza e una Monza, che vogliono esprimere tutta la propria vivacità relazionale, culturale e creativa. Dall’altra c’è una Brianza e una Monza che urlano a gran voce affinché i propri diritti non vengano lesi da tale vivacità.
Da un lato i locali di aggregazione giovanile ovvero pub, lounge bar e discoteche, cercano di imporre le proprie ragioni sociali ed economiche. Dall’altro i residenti e cittadini si sentono derubati della propria privacy, tranquillità e serenità.
(...)
Una partita persa ancor prima di essere giocata?
Pare proprio di no, almeno considerando le prime reazioni (...).

Importanti contromisure, infatti, sono state adottate dal Turnè, uno dei locali di Monza più frequentati e affollati. Proprio per questo motivo, il locale-ristorante, si è spesso trovato nel mirino di polemiche e accuse. Per di più, è situato a ridosso del centro, in una via residenziale d’impatto storico e culturale per la città, stretta fra due lati di case molto vicini fra loro, ottima “cassa acustica” per qualsiasi stridio o bisbiglio.

Per rispondere nel miglior modo a tali contestazioni, i gestori hanno deciso di venire incontro agli abitanti della via, attivando alcune iniziative di rilievo:
- è stato collegato all’impianto audio un limitatore a norma di legge che limiti il volume;
- è stato vietato ai clienti di portare le bevande all’esterno del locale;
- alla chiusura del locale, tutti i bicchieri in vetro contenenti le bevande ancora da consumare vengono sostituiti con bicchieri in plastica;
- personale all’esterno del locale controlla che venga rispettato un accettabile livello di conversazione;
- ogni sera dopo la chiusura viene effettuata la pulizia della strada nei pressi del locale;
- è stata introdotta una campagna di sensibilizzazione al rispetto per chi dorme nelle vicinanze del locale, con cartoline da distribuire e cartelloni appesi su vetri e muri.

Forse si tratta del primo mattone tolto dal muro della sordità e dei preconcetti, che vedono impossibile il dialogo tra residenti e locali serali. I primi devono rendersi conto che sia una necessità sociale e un'opportunità culturale offrire luoghi di incontro ai cittadini, senza costringerli ad emigrare fino a Milano. I locali, invece, hanno un obbligo legale, ma soprattutto morale, di rispettare i diritti dei cittadini al riposo e alla tranquillità.
(...)

matteo sala

 
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